ASSOCIATION
SAUVER L'IMZAD

  Le tombeau de Tin Hinan à Abalessa

Jeune femme targuie
  Jeune femme targuie

LES TOUAREG

Il Sahara Panorama storico La società Targhi • La donna Targhi • Qualche data

 


La donna Targhi

S

e la storia dei Touareg è intimamente legata al deserto, è grazie anche al ruolo tenuto dalla donna.

Infatti, all’origine, il primo nucleo targhi è stato costituito dalla nobile Tin Hinan e Takama. Tin Hinan è la regina che prese le armi per difendere il suo popolo e gli ideali del suo paese.

Il regime matriarcale continua a influire sulla vita sociopolitica del Hoggar; la donna targhi occupa ancora un posto importante nella società e notevolmente nell’ambito socioculturale.

E’ lei che trasmette l’Amenokhal della discendenza dei Kel Ghela. E’ anche il vettore portante dell’essenza della sua cultura. Infatti sono le madri che insegnano alle loro figlie la scrittura del Tifinagh, l’arte dell’Imzad. L’Imzad è quella viela monocorda che è suonata solo dalle donne artiste. L’Imzad fa parte delle reliquie di un passato in cui lo splendore Touareg si fondava essenzialmente sulle pratiche guerriere ormai proibite.

Durante i combattimenti, i guerrieri cercavano sempre ad essere valorosi per paura che le loro moglie o fidanzate li privassero dei suoni dell’Imzad....”Non ci sarà musica” dicevano tornando tristi da un combattimento; e l’unica prospettiva di sentire il suono dell’Imzad bastava a dare loro coraggio e ad incitarli a vincere il nemico.

Questa particolarità ha conferito all’Imzad non solo il potere ma anche il ruolo e la valorizzazione della donna che rimane, senza dubbio, il pilastro centrale della comunità, verso il quale tutti gli sguardi convergono.

Fin ad oggi, da Tamanrasset a Djanet, da Agades a Niamey o da Kidal a Bamako, dappertutto nell’Ahaggar degli Ifoghas, in mezzo a quei massicci rocciosi e alle loro pianure desertiche risuona ancora il suono di questo lamento musicale tipico dell’Imzad che continua ancora ad accompagnare i poemi e le storie romanzate cantate dagli uomini.

Non si può parlare dell’Ahal e dell’Imzad senza far riferimento alla bella Dassine, una donna che ha segnato la sua epoca. Oggi, ancora, si evocano con emozione quei simboli viventi della cultura Touareg. Come a Tamanrasset , Alamine Khawlen è citata, a Bordj El Haouas è Zegri Aïcha, a Djanet è Tarzagh, a Ideless è Eddaber Biyat. Ahimè, il numero delle guardiane di quel tempio della cultura Touareg diminuisce e rischia di sparire.

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